Il Chiostro è annesso alla fabbrica della Cattedrale. La Basilica, infatti, da re Ruggero è stata affidata ai monaci agostiniani di Bagnara Calabra. Per questo sul lato nord è stata costruita la canonica completa di un regolare chiostro. Alla fine del XVI secolo, quando la gradinata della Cattedrale è stata adibita a cimitero, è stato affossato il chiostro all’altezza attuale e cioè  di circa 340 centimetri rispetto al piano di calpestio interno del Duomo.

E’ il più antico chiostro esistente in Sicilia del tipo a capitello binato su doppia colonnina. I lavori di restauro sono stati ultimati nel 2003. L’opera, infatti, era gravemente danneggiata: un’ala era scomparsa per un incendio, un’altra era stata smontata e mai rimontata, un’altra sostituita, l’ultima stava per essere definitivamente perduta a causa del degrado. Non esisteva la copertura delle corsie. I lavori di restauro hanno recuperato due ali di colonne ripristinando quelle originarie e integrando quelle mancanti. Le altre due, che si sono perdute, sono state riconfigurate con strutture in ferro stilizzate, di gusto moderno, sobrio e minimale. Sono stati recuperati anche i sontuosi capitelli decorati con contenuti storico-biblici che contengono un raffinato simbolismo teologico. Dalla creazione dell’uomo si procede verso la sua salvezza leggendone la storia con la metafora dell’erbario (rovi, gemme, foglie e fiori). Alle metafore del bestiario è riservato il simbolismo cristologico.

Il capitello di Noè

Tra i più interessanti capitelli del Chiostro vi è quello che racconta la vicenda di Noè. E’ il capitello dominato dagli animali del cielo e della terra. Vi si vede Dio che parla a Noè nel campo individuato dall’albero, la costruzione dell’Arca, l’ingresso degli animali, l’arrivo degli uomini sull’arca, l’inizio del diluvio con le catinelle convergenti verso il cielo, il diluvio e il tentativo di Noè di mandare fuori il corvo. E poi ancora la colomba che torna con il ramoscello d’ulivo e infine l’uscita degli animali dall’arca con il loro ritorno al campo da cui erano partiti.

Il capitello dei nudi

Interessante è anche il capitello con sei figure di contorsionisti nudi che si appoggiano in basso sulle mani. C’è chi vi legge  negatività, sensualità e perversione e nell’aspetto positivo, invece,  equilibrio e dominio. Particolare è il capitello con il gallo dove il vescovo Ottaviano Preconio ha fatto incidere una scritta. La leggenda narra che Ruggero avesse predetto l’arrivo di questo religioso vescovo a Cefalù.