Il tempio di Diana è il monumento più importante che si trova sulla Rocca di Cefalù. L’edificio è avvolto da un mistero che ne rende difficile risalire con certezza alle sue origini. Gli studiosi ritengono che sia costruito in due diversi momenti storici. In una prima fase è nata quella parte di struttura che va fino all’altezza dell’architrave. E’ facile distinguerla perché vengono utilizzati grossi blocchi di pietra di forma irregolare con la faccia esterna parzialmente sbozzata. L’altra parte di struttura costruita con grosse pietre ben squadrate e l’utilizzo di architravi e stipiti modanati, sia all’ingresso principale che nelle due porte interne, sarebbe stata costruita in un secondo momento.

Questo secondo intervento risalirebbe al II secolo avanti Cristo mentre il primo impianto sarebbe stato realizzato nel periodo in cui sulla costa nasceva la fortezza di Kephaloidion. Il mistero che aleggia su questa costruzione ha sempre portato una certa tradizione a ritenerla il tempio di Diana. In realtà per qualche studioso, invece, sarebbe il Palazzo dei primi re di Kephaloidion. Una sorta di residenza reale simile ad un santuario fortezza. L’edificio, infatti, occupa una posizione ideale per controllare chi arriva dal mare. Per il modo come è stato costruito, inoltre, è simile ad una fortezza.

Nelle sue vicinanze, inoltre, c’è una cisterna, risalente al IX secolo a.c, che è stata sede di un culto locale delle acque. Con molta probabilità la vicinanza di questo luogo di culto alla struttura ha spinto alcuni stuiosi a ritenerlo un tempio. In realtà all’inizio è stata la Casa del Re che negli anni ha perso questa funzione per essere utilizzato quale edificio sacro. Anche per questo al suo interno, durante la dominazione bizantina, vi sono state impiantate due chiesette. Oggi è possibile ammirare un’abside nella parte sommitale dell’edificio. Il tempio di Diana ha sempre affascinato i viaggiatori al punto che è stato l’unico monumento non classico a cui Jean Houel ha dedicato una tavola illustrata durante il suo viaggio in Sicilia.