Il Museo Mandralisca ha sede nel centro storico di Cefalù, a pochi metri dalla Cattedrale.  E’ stato fondato dal barone Enrico Pirajno di Mandralisca (1809-1864) che ha lasciato tutto il suo patrimonio alla città raccomandando la costituzione di una fondazione con il Museo e la Biblioteca. All’interno è possibile ammirare diverse opere. Ve ne segnaliamo alcune.

Ritratto di ignoto

(Olio su tavola, cm 31×24,5 – XV secolo)  Capolavoro di Antonello da Messina e vanto del Museo Mandralisca. E’ stato acquistato dal barone a Lipari dove si racconta che fosse montato come sportello in un mobile da farmacia. L’identità dell’enigmatico personaggio rimane un mistero. La tavoletta è stata sfregiata. Restaurata più volte, l’ultimo intervento risale al 1981. Ritrae uno  sconosciuto che secondo alcuni è vestito da marinaio dell’epoca. La posa è di tre quarti. Lo sfondo scuro e la rappresentazione essenziale derivano dai modelli fiamminghi. Il sorriso enigmatico e lo sguardo rivolto allo spettatore sono tra i migliori esempi dell’arguzia ritrattistica di Antonello. La luce illumina il volto come se si affacciasse da una nicchia.

Pinacoteca

 Raccoglie la collezione del Mandralisca e quella dell’avvocato Cirincione che ha donato oltre 140 quadri alla città. Tra le opere esposte segnaliamo: la Crocifissione del XV secolo che rivela derivazioni da modelli fiamminghi. La Trinità del XV secolo che con probabilità faceva parte di un gonfalone processionale o di un polittico di cui costituiva la parte terminale. Una rara opera firmata dal pittore cretese Giovanni Mosco che raffigura i santi Elena e Costantino due personaggi della chiesa ortodossa legati alla leggenda del ritrovamento della Croce di Cristo. Il dipinto Alba a Cefalù, una tela attribuita al pittore cefaludese Francesco Bevilacqua (1814 – 1858) nella quale Cefalù vi è rappresentata dall’altura di Santa Lucia.  Il dipinto San Giovanni Battista, attribuito a Giovanni Antonio Sogliani dei primi del 500. Esposti, sempre nella sezione della Pinacoteca, alcuni «Stipi» che sono dei mobili che fra il ‘500 e il ‘600 erano molto diffusi nell’Italia meridionale. Sono costituiti da una base di semplice supporto ligneo e un corpo superiore.

Venditore di tonno

(Cratere del IV secolo a.C.) Fa parte della collezione archeologica. E’ un cratere a campana proveniente da Lipari. Vi  è raffigurata la scena di un vecchio pescivendolo che taglia con un grosso coltello un tonno posato su uno sgabello. E’ di manifattura siceliota, a forma di campana, realizzato con la tecnica delle “figure rosse”. Sulla faccia secondaria vi è disegnata la scena di due giovani.

Sarcofago a colonnine

II secolo a.C.

Fa parte della collezione archeologica e proviene dagli scavi effettuati in contrada Spinito. E’ a forma di piccolo tempio con le colonne addossate alla cassa liscia. Come coperchio è utilizzato un tetto a doppio spiovente.

Biblioteca

E’ custodita nell’ambiente originario con il pavimento in maiolica policroma del ‘700. Vi si conservano settemila volumi, tra cui due incunaboli, sessanta cinquecentine, ottantasette testi del Seicento, 388 testi del XVIII secolo, 2344 pubblicazioni dell’Ottocento. Fra i suoi scaffali anche testi di storia, letteratura, filosofia, scienze naturali e giornali dell’800. Vi si conservano le raccolte di due giornali che hanno fatto la storia della città: “L’Idea” e “Il corriere delle Madonie”. Interessante la raccolta dei diplomi dell’archivio capitolare della cattedrale di Cefalù e due carte nautiche del Seicento.

Raccolta malacologica

E’ stata realizzata nei primi decenni dell’800. Vi si trovano conchiglie marine e terrestri provenienti da tutti i continenti. Raccoglie oltre 20.000 esemplari. Tra le specie siciliane si trovano l’Helix nebrodensis delle montagne madonite, l’Helix mazzulli proveniente dalla Rocca di Cefalù e l’Helix aradasi. Fra i gasteropodi marini del Mediterraneo conserva un grande esemplare di Pinna nobilis che misura ben 65 cm. Tra le specie marine raccoglie un Siratus alabaster del Giappone. Fra le conchiglie terrestri, infine, si trovano la strana Polygyrata delle foreste brasiliane e l’Obba marginata, di origine tropicale.

Collezione numismatica

 Una delle passioni del Mandralisca era la numismatica. Durante la sua vita ha raccolto monete ma anche volumi sull’argomento. Nella collezione esposta al Museo si trovano le coniazioni di alcune zecche greche e romane e quelle di quasi tutte le zecche siceliote. Tra quest’ultime sono di particolare importanza le emissioni di Lipari e Cefalù. All’interno della collezione le monete sono raggruppate per zecche. La serie più cospicua di monete appartiene alla zecca di Siracusa che va dal V al III secolo a.C. Importanti sono anche alcune monete appartenenti all’area magnogreca e siceliota che sono state battute a Himera, Agrigento, Messina, Gela, Lentini e Selinunte. ∞