La Rocca di Cefalù è un promontorio alto 270 metri circa che si erge sulla costa tirrenica a ridosso della città di Cefalù. E’ caratterizzata da altissime pareti a picco inaccessibili che raggiungono in alcuni punti i 190 metri di altezza. Dalla sua cima si controlla visivamente un vastissimo tratto di costa e la sottostante città di CefalùAlla Rocca si accede da un ingresso che introduce all’interno della cinta inferiore. Vi si trovano edifici, cappelle, casermette per la guarnigione, forni, magazzini e diverse cisterne idriche. La tradizione dice che vi si trovavano sette chiese. In epoca bizantina vi si trovava un centro abitato che è stato espugnato dai musulmani nel IX secolo.

Palazzo dei re di Kephaloidion: il Tempio di Diana

E’ uno dei monumenti più importanti. L’edificio è avvolto da un mistero che ne rende difficile risalire con certezza alle sue origini. Gli studiosi ritengono che sia stato costruito in due diversi momenti storici. In una prima fase è nata quella parte di struttura che va fino all’altezza dell’architrave. E’ facile distinguerla perché vengono utilizzati grossi blocchi di pietra di forma irregolare con la faccia esterna parzialmente sbozzata. L’altra parte di struttura, costruita con grosse pietre ben squadrate e l’utilizzo di architravi e stipiti modanati, sia all’ingresso principale che nelle due porte interne, sarebbe stata costruita in un secondo momento. Questo secondo intervento risalirebbe al II secolo avanti Cristo mentre il primo impianto sarebbe stato realizzato nel periodo in cui sulla costa nasceva la fortezza di Kephaloidion. Il mistero che aleggia su questa costruzione ha sempre portato a ritenerla il tempio di Diana. In realtà per qualche studioso, invece, sarebbe il Palazzo dei primi re di Kephaloidion. Una sorta di residenza reale simile ad un santuario fortezza. L’edificio, infatti, occupa una posizione ideale per controllare chi arriva dal mare. Per il modo come è stato costruito, inoltre, è simile ad una fortezza. L’averlo ritenuto un tempio ha spinto a costruirvi due chiesette in età bizantina. Oggi è possibile ammirare un’abside nella parte sommitale dell’edificio. Il tempio di Diana ha sempre affascinato i viaggiatori al punto che è stato l’unico monumento non classico a cui Jean Houel ha dedicato una tavola illustrata durante il suo viaggio in Sicilia.

Cisterna del IX secolo a.C.

Si trova nelle vicinanze del tempio di Diana ed è stata sede di un culto locale delle acque. E’ scavata nella viva roccia e chiusa con una copertura di tipo dolmenico formata da una serie di lastroni di pietra calcarea di grandi dimensioni.

Il Castello

Fondato e costruito nel XII secolo, è stato distrutto alla fine del XIII secolo ma utilizzato lungo tutto il XIV e XV secolo. Ha subito ampi rimaneggiamenti fra XVI e XVII secolo. Il castello e le cinte murarie della Rocca sono raffigurati nella iconografia cefaludese a partire dal XVI secolo, fino al XVIII. E’ stato abbandonato nel corso del XIX secolo. Copre un’area rettangolare di 35×20 metri e si estende su circa 700 metri quadrati. Di questa struttura si conservano le antiche pietre rimaste a testimonianza della passata potenza. Grazie a questi ruderi è possibile tracciare  una ipotetica planimetria del Castello. Era suddiviso in dodici ambienti e comprendeva anche due torri. La sua posizione, che domina dall’alto l’intero territorio circostante Cefalù, lascia intuire la rilevanza della Rocca come importante punto strategico. I ruderi si trovano sulla sommità della Rocca. Si possono visitare le parti inferiori delle mura perimetrali e i muri di suddivisione interna.

Mura merlate

La fondazione della cinta muraria risale all’età altomedievale. Segue il ciglio della Rocca perchè proteggeva l’area sommitale. A partire dal XII secolo queste mura costituirono la prima difesa del castello che si impiantò sulla cima vera e propria della Rocca. Lungo il ciglio delle pareti rocciose a picco della Rocca si snoda la cinta muraria merlata inferiore che racchiude l’intera vasta area sommitale. Questa cinta inferiore ha un perimetro di circa 2 chilometri. E’ realizzata con pietrame locale e segue la città sui lati nord ed ovest percorrendo all’incirca la curva di livello dei 130 – 140 metri per arrivare intorno ai 190 metri sui versanti sud ed est della Calura.

Le Grotte

La Rocca presenta fenomeni di carsismo di grande interesse geologico e speleologico. Sul suo territorio si conoscono quattordici grotte, due antri e quattro mannare. Solamente la “Grotta Grande o del Cancello” è fruibile turisticamente e visitabile soprattutto nella sua parte iniziale. Al suo interno si possono ammirare alcune belle sculture di stalattiti e stalagmiti. Le altre Grotte sono fruibili solo tecnicamente. In particolare la Grotta delle giumente è interessante per la presenza di ceramica arcaica e di resti di Elephas e Hippopotamus. Le Mannare sono delle piccole grotte che si aprono alla base della Rocca che spesso sono state utilizzate come ovili e stalle ed in alcuni casi inglobate con alcune abitazioni. Sono tutte fruibili turisticamente. Le Mannare sono chiamate «Dietro il Duomo», «Dentro il muro», «Mannara del Giardino» e «Mannara Vecchia». Interessante quella Dietro il Duomo in quanto vi si estraeva la nota pietra locale detta lumachella.