Cefalù - Consigli su cosa fare, dove mangiare e dove dormire

Cefalù, la perla del Tirreno

Cefalù, la perla del Tirreno, è un paese di circa 15 mila abitanti che si trova nella magnifica Sicilia. Tra i tanti monumenti di Cefalù che potrete visitare durante la vostra vacanza il più importante è sicuramente il Duomo di Cefalù. La Cattedrale, costruita nel 1131 da Re Ruggero, è il fiore all’occhiello della magnifica cittadina normanna. La sua storia, piena di tradizioni e cultura, è raccontata e conosciuta in tutto il mondo. Continuando la vostra passeggiata lungo le strade della città potrete visitare il Museo Mandralisca, dove al suo interno è contenuto l’Ignoto di Antonello da Messina ma anche tutta la collezione del Barone Mandralisca, potrete vedere il Lavatoio Medievale dove sfocia il fiume Cefalino e visitare il magnifico Teatro Comunale, famoso in tutto il mondo per essere stato la location del film “Nuovo Cinema Paradiso”. Sicuramente la vostra vacanza non si potrà definire completa se non avrete fatto una passeggiata sulla Rocca (vi raccomandiamo le scarpe chiuse!) ed ovviamente non mancherà a voi scoprire la magnifica spiaggia e le acque cristalline del mare. Insomma, benvenuti a Cefalù!

Cosa vedere a Cefalù

 

Cosa vedere a Cefalù
Cosa vedere a Cefalù

Cefalù è un comune italiano di 14.343 abitanti della città metropolitana di Palermo in Sicilia.

È situato sulla costa siciliana settentrionale, a circa 70 km da Palermo, ai piedi di un promontorio roccioso. È uno dei maggiori centri balneari di tutta la regione; nonostante le sue dimensioni, ogni anno attrae un rilevante flusso di turisti locali, nazionali ed esteri che, nel periodo estivo, arrivano a triplicare la popolazione, rendendo affollate le principali piazze e le strade più importanti del paese.

La cittadina, che fa parte del Parco delle Madonie, è inclusa nel club de I borghi più belli d’Italia, l’associazione dei piccoli centri italiani che si distinguono per la grande rilevanza artistica, culturale e storica, per l’armonia del tessuto urbano, la vivibilità e i servizi ai cittadini. Cefalù fa anche parte della rete dei comuni solidali.

Il duomo della città inserito nel sito Palermo arabo-normanna e le cattedrali di Cefalù e Monreale nel 2015 è stato dichiarato Patrimonio dell’umanità dall’Unesco.

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Il vostro Tour a Cefalù

La Cattedrale di Cefalù è stata edificata da Ruggero II. La prima pietra è stata posata il 7 giugno 1131. Il progetto ruggeriano prevedeva una costruzione molto complessa. Alla fine è rimasta in molte sue parti incompiuta. Oggi l’edificio presenta diverse anomalie e discontinuità.

La Rocca di Cefalù è un promontorio alto 270 metri circa che si erge sulla costa tirrenica a ridosso della città di Cefalù. E’ caratterizzata da altissime pareti a picco inaccessibili che raggiungono in alcuni punti i 190 metri di altezza. Dalla sua cima si controlla visivamente un vastissimo tratto di costa e la sottostante cittadina normanna. Le ricerche archeologiche vi hanno dimostrato la presenza umana fin dalla preistoria.

Gibilmanna è uno dei colli più belli di Cefalù. Si trova fra le Madonie a 850 metri dal livello del mare e domina la costa palermitana. In questa località si trova il Santuario dedicato a Maria Santissima di Gibilmanna. Sorge sul fianco occidentale di Pizzo S.Angelo ed è immerso in una zona boscosa di castagni e querce. La sua data di fondazione è incerta. La tradizione vuole che sia uno dei sei monasteri fatti edificare in Sicilia da Gregorio Magno, prima di essere eletto pontefice.

Il Lavatoio Medievale di Cefalù si trova lungo corso Vittorio Emanuele, la strada che costeggia il litorale cefaludese. Ospita la foce del fiume Cefalino che dopo avere fatto un percorso sot­terraneo di circa dodici chilometri giunge al livello del mare proprio nei pressi del lavatoio. L’intera struttura all’inizio è sorta in un luogo trafficato da lavandaie, mulattieri, paesani e forestieri. Il suo ingresso è sempre stato dal lato della strada anticamente detta del Fiume.

Il tempio di Diana è il monumento più importante che si trova sulla Rocca di Cefalù. L’edificio è avvolto da un mistero che ne rende difficile risalire con certezza alle sue origini. Gli studiosi ritengono che sia costruito in due diversi momenti storici. In una prima fase è nata quella parte di struttura che va fino all’altezza dell’architrave. E’ facile distinguerla perché vengono utilizzati grossi blocchi di pietra di forma irregolare con la faccia esterna parzialmente sbozzata. L’altra parte di struttura costruita con grosse pietre ben squadrate e l’utilizzo di architravi e stipiti modanati, sia all’ingresso principale che nelle due porte interne, sarebbe stata costruita in un secondo momento.

L’Osterio Magno sorge nel centro storico. Secondo la tradizione sarebbe stato la “Domus Regia” di Ruggero II. L’edificio è stato con molta probabilità costruito su una struttura preesistente risalente al XII secolo. E’ disposto su un quadrilatero come le costruzioni fortificate, con corte interna, dalla quale si dipartiva lo scalone d’accesso al piano nobile. Difficile risalire al lato dal quale c’era l’ingresso. Oggi avviene dalla via Amendola.

Il Museo Mandralisca è l’unico museo della città di Cefalù. La fondazione si deve al barone Enrico Piraino di Mandralisca, che raccolse, nella sua pur breve vita (1809-1864), numerosi oggetti d’arte mettendoli nella sua abitazione, dove tuttora si trovano. Nella sede si conserva anche l’archivio del museo e della fondazione, sulla base del quale è possibile ricostruire in modo dettagliato la storia dell’istituzione.

La città di Cefalù fin dal V secolo a.C. fu difesa da possenti mura megalitiche che erano ancora visibili nel IX secolo quando arrivarono gli Arabi e la definirono «fortezza fabbricata sopra gli scogli». Questa cinta muraria è stata utilizzata, con opportuni restauri e integrazioni, fino all’ottocento. Il perimetro delle mura dell’antica Kephaloidion seguono la costa per piegare poi sulla Rocca a cui si saldano in corrispondenza di larghe fenditure naturali. Il primo tratto di queste mura è costituito dalla parte inferiore di una torre che oggi è inglobata nella chiesa di S. Maria della Catena in piazza Garibaldi.